
Ho finito di leggere per l'ennesima volta Cime Tempestose, ed ho voglia di scriverne, senza indagare sulle motivazioni, che senza alcun dubbio ci sono, ma di cui francamente me ne frego.
Avevo 14 anni quando ho letto il libro per la prima volta, lo avevo adocchiato molto tempo prima nella libreria dello studiolo di mio padre, ma avevo sempre rimandato la lettura perchè "presa" dai mitici Cronin, Steinbeck, Dumas padre e figlio, Stendhal con il suo "Il rosso e il nero", e gli scrittori russi, che solo a me potevano piacere mattonate simili! E quante prese in giro ho incassato dalle amiche per queste mie passioni letterarie, perchè quando cominciavo a leggere un libro non uscivo di casa prima d'averlo finito. Con grande rammarico di mia madre, che preferiva vedermi uscire con le amiche piuttosto che chiusa nella mia stanza a vagheggiare sulle parole.
Ricordo ancora il giorno in cui ho preso Cime Tempestose in mano, era il pomeriggio di Pasqua di qualche secolo fa dopo il pranzo con il parentado, una trentina di persone per casa, da cui non vedevo l'ora di sfuggire rintanandomi nella mia oasi di pace...la mia camera. Con i miei compagni ideali, i libri.
Ed eccolo lì, lo presi in mano e non lo lasciai fino a che non arrivai all'ultima riga, saltando anche la consueta gita fuori porta del giorno di pasquetta, inventando un malessere inesistente.
Mia nonna rimase in casa con me, lei ricamava, io leggevo...aveva acceso il fuoco nel camino e dopo alcuni tentativi falliti di avviare una conversazione, se ne stava in silenzio in compagnia dei suoi pensieri, ogni tanto mi guardava di sottecchi e sospirava. Le ho ancora quelle lenzuola che ricamava per il mio corredo, ed ogni volta che le guardo ricordo quel giorno.
Ad un certo punto della lettura ho cominciato a piangere, prima in silenzio e nascostamente, poi non ho potuto trattenere i singhiozzi.
Mia nonna non riusciva a capacitarsi, sempre all'erta nel terrore che potessi sentirmi male, in verità allora il mio aspetto non era dei migliori, ero alta 1,70 ma pesavo 38 chili, quindi mi stavano tutti addosso, non esisteva allora il termine anoressia, lo chiamavano deperimento organico, ma la sostanza non cambiava, non mangiavo...
Le ho raccontato la storia narrata nel libro che avevo appena finito di leggere, una storia d'amore che va oltre i confini della vita, un amore assoluto...l'ho raccontata a lei che aveva subìto un matrimonio combinato, con un uomo maggiore di 20 anni, che non amava, ma che aveva imparato ad amare col tempo. Che è morto prima che lei glielo avesse potuto dimostrare, ma erano altri tempi, e le donne nascondevano i propri sentimenti per pudore.
E' rimasta vedova che era molto giovane e si è allevata da sola i suoi 7 figli, la più piccola era mia madre.
Mia nonna è morta a 104 anni, mia madre a 52...la metà esatta dei suoi anni.
Quel giorno mi disse di non accettare mai imposizioni riguardo ai sentimenti, di non considerare il matrimonio come un punto di arrivo, di non legarmi ad una persona solo per affetto o abitudine o convenienza, di lottare per difendere il mio amore ma di non accettare compromessi se questo non fosse stato ricambiato.
Se avessi amato tanto, senza esser ricambiata, non dovevo abbattermi, questo nostro passaggio sulla terra è solo una minima parte di quella che sarà la nostra vera vita, quella nell'altra dimensione.
E lì mi sarebbe stato concesso di realizzare i miei sogni, i miei desideri.
Lo so che me lo diceva perchè anche nelle avversità non abbandonassi la speranza.
Però io ci ho voluto credere allora e voglio crederci oggi.
Anche perchè permangono in me parecchi dubbi sulla tanto decantata “seconda occasione” su questa terra.
Chi la possiede, giustamente, si tiene la sua “prima occasione”, anche se un po’ ammaccata.
Io ho avuto la mia “prima occasione” e per non contravvenire ai miei valori, principi, ideali e dignità, vi ho rinunciato.
E per le stesse ragioni rinuncio al sogno della “seconda occasione”, perché non mi perdonerei mai che il sogno mio possa diventare l’incubo di qualcun altro.
E sarà silenzio, perché ora so che le mie parole e il mio sentimento ti fanno male.
“Se avessi il drappo ricamato del cielo
intessuto con luce d’oro e d’argento
i drappi dai colori chiari e scuri
del giorno e della notte e
il chiarore e il mezzo chiarore
dell’alba e del tramonto,
stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi :
ma, essendo povera, ho solo i miei sogni
e i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi;
cammina con passo leggero
perché è sui miei sogni che cammini.”
(La poesia è di William Butler Yeats )
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