martedì, 08 luglio 2008,18:50

 

Ringrazio dal profondo tutti voi amici di Giò per l'accoglienza affettuosa e partecipe che avete riservato ai miei pensieri, alle mie riflessioni, ai miei stati d'animo, ai miei ricordi, alle mie malinconie.
Grazie.
E grazie a te Giò, mia cara e insostituibile amica del cuore, che mi hai dato l'opportunità di riprendere a dar voce al cuore e all'anima, silenti da qualche tempo.
Grazie.

Parolenondette2 ovvero Cri

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lunedì, 07 luglio 2008,07:43

 

Ho finito di leggere per l'ennesima volta Cime Tempestose, ed ho voglia di scriverne, senza indagare sulle motivazioni, che senza alcun dubbio ci sono, ma di cui francamente me ne frego.

Avevo 14 anni quando ho letto il libro per la prima volta, lo avevo adocchiato molto tempo prima nella libreria dello studiolo di mio padre, ma avevo sempre rimandato la lettura perchè "presa" dai mitici Cronin, Steinbeck, Dumas padre e figlio, Stendhal con il suo "Il rosso e il nero", e gli scrittori russi, che solo a me potevano piacere mattonate simili! E quante prese in giro ho incassato dalle amiche per queste mie passioni letterarie, perchè quando cominciavo a leggere un libro non uscivo di casa prima d'averlo finito. Con grande rammarico di mia madre, che preferiva vedermi uscire con le amiche piuttosto che chiusa nella mia stanza a vagheggiare sulle parole.

Ricordo ancora il giorno in cui ho preso Cime Tempestose in mano, era il pomeriggio di Pasqua di qualche secolo fa dopo il pranzo con il parentado, una trentina di persone per casa, da cui non vedevo l'ora di sfuggire rintanandomi nella mia oasi di pace...la mia camera. Con i miei compagni ideali, i libri.

Ed eccolo lì, lo presi in mano e non lo lasciai fino a che non  arrivai all'ultima riga, saltando anche la consueta gita fuori porta del giorno di pasquetta, inventando un malessere inesistente.

Mia nonna rimase in casa con me, lei ricamava, io leggevo...aveva acceso il fuoco nel camino e dopo alcuni tentativi falliti di avviare una conversazione, se ne stava in silenzio in compagnia dei suoi pensieri, ogni tanto mi guardava di sottecchi e sospirava. Le ho ancora quelle lenzuola che ricamava per il mio corredo, ed ogni volta che le guardo ricordo quel giorno.

Ad un certo punto della lettura ho cominciato a piangere, prima in silenzio e nascostamente, poi non ho potuto trattenere i singhiozzi.

Mia nonna non riusciva a capacitarsi, sempre all'erta nel terrore che potessi sentirmi male, in verità allora il mio aspetto non era dei migliori, ero alta 1,70 ma pesavo 38 chili, quindi mi stavano tutti addosso, non esisteva allora il termine anoressia, lo chiamavano deperimento organico, ma la sostanza non cambiava, non mangiavo...

Le ho raccontato la storia narrata nel libro che avevo appena finito di leggere, una storia d'amore che va oltre i confini della vita, un amore assoluto...l'ho raccontata a lei che aveva subìto un matrimonio combinato, con un uomo maggiore di 20 anni, che non amava, ma che aveva imparato ad amare col tempo. Che è morto prima che lei glielo avesse potuto dimostrare, ma erano altri tempi, e le donne nascondevano i propri sentimenti per pudore.

E' rimasta vedova che era molto giovane e si è allevata da sola i suoi 7 figli, la più piccola era mia madre.

Mia nonna è morta a 104 anni, mia madre a 52...la metà esatta dei suoi anni.

Quel giorno mi disse di non accettare mai imposizioni riguardo ai sentimenti, di non considerare il matrimonio come un punto di arrivo, di non legarmi ad una persona solo per affetto o abitudine o convenienza, di lottare per difendere il mio amore ma di non accettare compromessi se questo non fosse stato ricambiato.

Se avessi amato tanto, senza esser ricambiata, non dovevo abbattermi, questo nostro passaggio sulla terra è solo una minima parte di quella che sarà la nostra vera vita, quella nell'altra dimensione.

E lì mi sarebbe stato concesso di realizzare i miei sogni, i miei desideri.

Lo so che me lo diceva perchè anche nelle avversità non abbandonassi la speranza.

Però io ci ho voluto credere allora e voglio crederci oggi.

Anche perchè permangono in me parecchi dubbi sulla tanto decantata “seconda occasione” su questa terra.

Chi la possiede, giustamente, si tiene la sua “prima occasione”, anche se un po’ ammaccata.

Io ho avuto la mia “prima occasione” e per non contravvenire ai miei valori, principi, ideali e dignità, vi ho rinunciato.

E per le stesse ragioni rinuncio al sogno della “seconda occasione”, perché non mi perdonerei mai che il sogno mio possa diventare l’incubo di qualcun altro.

E sarà silenzio, perché ora so che le mie parole e il mio sentimento ti fanno male.

 

“Se avessi il drappo ricamato del cielo

intessuto con luce d’oro e d’argento

i drappi dai colori chiari e scuri

del giorno e della notte e

il chiarore e il mezzo chiarore

dell’alba e del tramonto,

stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi :

ma, essendo povera, ho solo i miei sogni

e i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi;

cammina con passo leggero

perché è sui miei sogni che cammini.”

 

(La poesia è di William Butler Yeats )

parolenondette2

 

sabato, 05 luglio 2008,07:41

Una lacrima di commozione

riga il mio volto bambino,

mentre prendo il tuo cuore

tra le mani.

E tu, invece, cosa provi

ad avere il mio

fra le tue?

 

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mercoledì, 02 luglio 2008,13:33

 

Per chi avesse provato a fare il mio puzzle...

non è mica facile (ri)comporre un cuore!!!

L'unico modo per riuscirci è

avere pazienza ed AMORE!

 

domenica, 29 giugno 2008,19:44

 

Per un attimo, lungo un'eternità mi sono persa in un vuoto di parole e di senso, ma ancora una volta il coraggio di vivere mi ha salvato, mi ha permesso di andare oltre.
Ho riordinato i miei frammenti di esistenza, ed ho assaporato la bellezza del ritorno, negli occhi segnati dalla vita e dalla memoria, la dolcezza di un sorriso che mi spalanca le porte di un'altra vita da cui voglio bandire gli incubi, le paure, i tormenti.
Ancora non vedo, ma intuisco le luci della mia alba, che mi consentiranno di guardare i miei giorni senza averne paura.
Non posso più sprecare il mio tempo, tergiversare sul mondo infinito delle scelte, smetterla di usare le potenzialità del mio cervello soltanto per difendermi da nemici-fantasmi, per lo più ipotetici, devo ricominciare a costruire...e non sulle macerie...
Voglio ritrovare il sapore esaltante dell'imparare, ( lezioni ne ho tenute forse troppe, e talvolta neppure richieste! ), il lavoro faticoso di riempire pagine bianche, e quello di accogliere tutto ciò che mi viene offerto con generosità e disinteresse, superare la paura di essere giudicata e l'impulso nefasto di giudicare.
Ho davanti a me uno dei miei quadri preferiti...un faro in un mare in tempesta...io voglio essere quel faro, che resiste alla forza implacabile delle onde e continua ad inviare i suoi fasci di luce su vie non segnate, da percorrere, superando il terrore dell'ignoto.
Chiudo i ricordi della mia vita passata in una scatola e la  nascondo nella parte più recondita del mio essere, con la ferma determinazione di non andarla ad aprire, perchè i ricordi sono necessari ma non indispensabili e se non rielaborati serenamente, dominati, possono distruggere la pace interiore faticosamente raggiunta.
Sono sopravvissuta fino ad oggi, ora voglio vivere con combattività, tenacia, caparbietà...perchè me lo merito!

E mi merito anche queste parole, che ho scritto per me...dopo aver raschiato il fondo del barile della sofferenza :

"Non essere ansiosa amica mia, di approdare al porto di quiete a cui ogni mortale è diretto per infame destino.
Attenderai ancora giorni, mesi e decine di anni per salire sulla nave che salpa verso l'ignoto.
Anni, segnati forse da affanni, ma colmi di tante gioie.
Percorrerai ancora i cieli tra montagne di candide nuvole, per scoprire nuovi mondi e appagare la tua sete di terre lontane, dove occhi attoniti, smarriti e tristi, scruteranno il tuo sensibile animo e stringendo ancora una volta il tuo cuore, imprimeranno immagini indelebili nella tua mente.
Allontana la tua ansia, la vita ti deve ancora in dono i suoi frutti più pregiati e solo dopo averli colti, le Parche recideranno il lungo filo, salirai allora su quella nave dove le onde ti culleranno e il dolce canto delle sirene ti concilierà il sonno dell'eternità."

parolenondette2

venerdì, 27 giugno 2008,20:46
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martedì, 24 giugno 2008,19:58
...io credo che certi ricordi sappiano vivere di vita propria e riescano a muoversi nella nostra mente fino a trovare lo spazio a loro piu' congeniale... prendo in prestito una piccola stanza di questo enorme maniero che un'anima gentile mi ha affittato senza chiedere nulla in cambio,come del resto ha sempre fatto.... Ti scrivo da qui ora, seduto su questa rovente rena dove ho steso ad asciugare i mei pensieri umidi di vita... ho cercato piu' volte la via di fuga,il bandolo di questa intricata matassa della quale ancora non ho trovato il capo. Ho sempre dentro quel rumore... quello sciabordìo leggero che induce al silenzio mentre lambisce l'anima dandole sollievo dal peso di certe giornate... dentro c'è sempre quella voglia di mare e di azzurro... quel profumo di salsedine e battiti di cuore ragazzini che ancora danno vita a quella strana mistura,che qualcuno chiama piu' semplicemente.... emozione.
In questo viaggio... vedo la salute e l'amore come due anime delle quali non ci è dato di controllarne o deviarne il cammino,ma certamente di averne cura ed accompagnarle... Ho tempo amica mia,ancora tempo e ancora cose da fare per cui non ho espresso nemmeno pensieri... rimango immobile pensando a queste mie pochezze a quante lacune forse non colmerò nemmeno mai... ma la certezza è quella di sentire.... del sentire ostinato ed irriverente di un cuore strano...  certamente un po' piu' grigio,ma sicuramente ancora...  non pago.
Buona vita...
by cuoredaliante | categoria: | Link | commenti (20)(popup) | commenti (20)
venerdì, 20 giugno 2008,13:04

 

La misura dell'amore

é amare senza misura.

 

by Quelcherestadime | categoria:amore, riflessioni, cuore, emozioni, sentire | Link | commenti (27)(popup) | commenti (27)
domenica, 15 giugno 2008,21:49

 

Riproposta dal mio vecchio blog.

venerdì, 13 giugno 2008,11:18

 

Sospensione d'anima

in dissolvenze di pensieri.

Mi perdo nel

silenzio.

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